sabato 31 luglio 2010

8 agosto a RASAI di Seren del Grappa (BL) nell'ambito di "DOMENICA bio"...

ESPERIENZE E PERCORSI …. bioECOlogici 
Allestimento di un percorso sensoriale
Un susseguirsi di istallazioni dove vengono fornite informazioni legate all’ambito del biologico.. della biodiversità.. del mangiare sano

Non solo parole da sentire e leggere.. ma anche profumi.. aromi..
degustazioni.. forme da osservare.. esperienze tattili

..uno scambio continuo di conoscenze, esperienze..

.. INFORMAZIONI SUL COLTIVARE BIOLOGICO…
mostra sementi antiche e biodiversità
la farina… il pane .. assaggi.. esperienze tattili…
censimento frutti antichi

DOMENICA 8 AGOSTO (dalle 10 alle 20)
presso IMPIANTI SPORTIVI di RASAI (Seren del Grappa)
(possibilità di pranzo e cena con PIATTO BIO a KM ZERO)
VI INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE E A COSTRUIRE ASSIEME A NOI QUESTA GIORNATA

alle ore 17 interessante convegno sul CINIPIDE la vespa cinese che sta attaccando e provocando danni ai nostri “MORONER”

da un idea di:

DOLOMITI bio (associazione produttori biologici e biodinamici della prov di BL)
Bio Brother’s (negozio biologico a Feltre) la SKAsera
Gruppo Coltivare Condividendo Pro Loco Seren del Gappa…

8 agosto a Pieve di Cadore.. APPUNTAMENTO CON "CADORE NATURA"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.. comunicato di GREENPEACE "AZIONE ANTI OGM"

pochi giorni fa ti abbiamo segnalato il rischio di una contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina di mais transgenico in due campi in Friuli. Ora abbiamo le prove che quei campi sono transgenici. Lo confermano le analisi effettuate da un laboratorio certificato sui campioni che abbiamo prelevato nei giorni scorsi.

Perciò abbiamo deciso di fare quello che le autorità stanno rimandando da settimane. Questa mattina all’alba i nostri attivisti sono entrati in uno dei campi - a Vivaro in provincia di Pordenone - e hanno isolato, tagliato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione.

In questi campi il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Basta perdere tempo! La Procura di Pordenone deve porre fine a questa contaminazione illegale e incriminare i responsabili e tutti i suoi possibili complici. Il rischio di una contaminazione di tutto il mais del Friuli deve essere scongiurato.

altre notizia cliccando qui

martedì 27 luglio 2010

ALCUNE FOTO DAL NOSTRO "MUSEO DIFFUSO"

Il nostro progetto di "MUSEO DIFFUSO" prosegue Di seguito proponiamo alcune foto scattate in vari appezzamenti Ricordiamo che lo scopo di questo "museo" è di coltivare una serie di varietà antiche di legumi, cereali ecc.. Queste sementi verranno utilizzate sia per arricchire la "mostra itinierante delle sementi antiche" sia messe a disposizione di chi ne farà richiesta..

In base alle prove di pacciamatura fatte nei vari siti del "museo diffuso" sta dando ottimi esiti l'uso di foglie di faggio

Si sono registrati alcuni attacchi di afidi. Si è intervenuto con "macerato d'ortica" e con "olio di Neem"

martedì 20 luglio 2010

GRANDE SUCCESSO della GIORNATA DEDICATA al BIOLOGICO di PADERNO

“Una bellissima giornata e una manifestazione decisamente riuscita..” questo il parere unanime di coloro che hanno deciso di passare parte della loro domenica a Paderno di S.Gregorio nelle Alpi in occasione della 1° festa della fragola e dei frutti bi bosco.. rigorosamente biologici

Molto la soddisfazione anche da parte dell’ ass. produttori biologici Dolomiti Bio, del coordinamento dei Gas bellunesi e del gruppo Coltivare Condividendo. Tantissime le persona che hanno visitato il nostro stand dove, oltre alla mostra itinerante delle sementi antiche, abbiamo distribuito molto materiale. Volantini per far conoscere l’associazione, per raccogliere adesioni ai GAS e per informare sulla pericolosità (per salute e ambiente) di certi cibi ottenuti da agricoltura intensiva non biologica. Un lavoro di informazione e sensibilizzazione che contraddistingue il nostro agire

Crediamo che sia importante ringraziare tutti coloro che si sono spesi per l’organizzazione di questo evento, in primis l’ Amministrazione di S. Gregorio e l’Aiab, ma anche tutte le associazioni, gli Enti, i volontar, gli agricoltori e le tantissime persona che hanno fatto si che Paderno diventasse, almeno per un giorno, la capitale del biologico bellunese per non dire veneto.

Una festa che non è stato solo un occasione di vendita di prodotti biologici ma anche e soprattutto un momento di riflessione e confronto. Oltre all’evidente interesse di tanti cittadini per i prodotti biologici e pertanto privi di residui chimici, abbiamo constatato con piacere che è molto sentita anche l’esigenza di legare queste produzioni al territorio. Più del “super mercato bio” con prodotti che vengono magari da Cile e Cina si preferisce il contatto diretto col produttore locale. Un rapporto di conoscenza e fiducia che da sempre abbiamo promosso e incentivato.
Siamo convinti che il biologico, legato a concetti basilari quali la “biodiversità” la stagionalità,“il km zero” e il rapporto diretto e fiduciario “produttore”/“consumatore” sia la strada vincente per questa nostra provincia
Un qualcosa che non solo tutela ambiente, salute, paesaggio e territorio ma che, a detta di molti esperti, offre le maggiori garanzie per il futuro anche in termini di redditività. (e lo dimostrano anche le moltissime richieste da Gas del Veneto di prodotti bio bellunesi)

La stupenda giornata di Paderno ci da ulteriore forza e determinazione nel proseguire nella direzione intrapresa e nel continuare a sensibilizzare i nostri concittadini sull’importanza del mangiare biologico, ma anche sulle ricerche e sulle analisi che dimostrano quanti a quali residui di pesticidi (alcuni pericolosissimi) che vi sono in frutta, verdura, alimenti
Ma non mancheremo di portare avanti con forza anche la richiesta (che trova ampio consenso) ad Amministratori e politici di un disciplinare che sancisca delle distanze minime tra meleti, frutteti vigneti intensivi e abitazioni, asili, scuole a coltivazioni biologiche Impedendo così la contaminazione di case e campi con pericolosi pesticidi con principi attivi che possono essere anche mutogeni o cancerogeni

Siamo molto soddisfatti degli ottimi risultati e contatti che sta generando la collaborazione attiva e fattiva tra Dolomiti bio, Coordinamento dei GAS bellunesi e del Gruppo Coltivare Condividendo. Una sorta di “luogo” di dialogo e confronto aperto a tutti i cittadini, che a “costo zero” per la comunità promuove iniziative a favore della biodiversità (mostra sementi e museo diffuso), del biologico (informazione e sensibilizzazione), di ambiente, territorio e paesaggio (mostra ad hoc) Molto interessante il progetto di certificazione biologica semplificata che (grazie alla collaborazione coi aiab) sta partendo nel bellunese

Dolomiti bio, Coordinamento Gas prov di BL, Gruppo Coltivare Condividendo

per leggere articoli apparsi sulla stampa locale riferiti alla festa cliccare qui
articolo dedicato alle nostre iniziative.. cliccare qui per leggerlo

venerdì 16 luglio 2010

PROGETTO di CERTIFICAZIONE BIOLOGICA di GRUPPO

Siamo molto contenti e fieri di questo nostro nuovo progetto.
Un iniziativa frutto della collaborazione tra Dolomiti Bio (l’associazione dei produttori bio bellunesi), coordinamento dei GAS bellunesi e del Gruppo Coltivare condividendo.
Assieme siamo riusciti a convincere l’Aiab (associazione italiana agricoltura biologica) ad avviare un progetto di CERTIFICAZIONE BIOLOGICA DI GRUPPO, uno dei primi in Italia proprio qui da noi, in provincia di Belluno.

La certificazione di gruppo permette, alle aziende che aderiscono al progetto, di usufruire di un pacchetto che oltre alla certificazione biologica, da la possibilità di avere la consulenza di un valido tecnico di campo (che fornirà assistenza tecnica specialistica) e di un tecnico che si occuperà della parte burocratica. Ad essere interessante non è tanto il costo dell’intero pacchetto (inferiore a quello di una normale certificazione biologica) ma è soprattutto l’assistenza che ha l’azienda e il suo essere inserita in un iniziativa che la lega al territorio e crea rapporti di conoscenza diretta e fiducia con Gas e “consumatori” (con condivisione di saperi, esperienze, di contatti, ma anche una sorta di reciproco “controllo”)

Un ennesimo “progetto dal basso” costruito da cittadini che vuole avvicinare le aziende agricole, ma anche piccoli coltivatori e autoproduttori al metodo biologico, riducendo costi e difficoltà oggettive. Siamo convinti che il biologico, legato a concetti basilari quali la “biodiversità” la stagionalità,“il km zero” e il rapporto diretto e fiduciario “produttore”/“consumatore” sia la strada vincente per questa nostra provincia
Un qualcosa che non solo tutela ambiente, salute, paesaggio e territorio ma che, a detta di molti esperti, offre le maggiori garanzie per il futuro anche in termini di redditività.

Ovviamente il progetto è aperto a tutti e non mancheremo di presentarlo in primis ad aziende e cittadini ma anche ad amministratori e politici che molto spesso parlano di valorizzazione del territorio e dei prodotti tipici, di agricoltura e salubrità.. vedremo se dalle parole si passerà ai fatti

Presenteremo questo progetto di certificazione biologica di gruppo in occasione della festa dell’agricoltura biologica domenica 18 luglio a Paterno di San Gregorio nelle Alpi.
In quell’ occasione oltre alla mostra itinerante delle sementi antiche presenteremo anche una serie di altre iniziative:
- proposta di disciplinare per imporre determinate distanze tra meleti/vigneti intensivi e abitazioni, scuole, ospedali..(per evitare pericolose contaminati da pesticidi)
- presentazione dei primi dati del museo diffuso per la tutela delle varietà antiche
- richiesta di maggiore attenzione nella disposizione e collocazione dei mercati per i produttori agricoli (soprattutto biologici)

Dolomiti Bio
Coordinamento Gas prov di Belluno
Gruppo Coltivare Condividendo

giovedì 15 luglio 2010

domenica 18 LUGLIO    a PADERNO  
                                  di S. GREGORIO nelle ALPI

durante la 1° FESTA dei PRODOTTI BIOLOGICI
Abbiamo il piacere di invitarvi alla:

“ESPOSIZIONE di SEMENTI ANTICHE”
I SEMI DI IERI PER L’AGRICOLTURA DI DOMANI
dalle ore 10.30 alle 20.00

sabato 3 luglio 2010

Se l'esposizione al Chlorpyrifos etile comporta gravi rischi per la salute perché usarlo a tappeto?

Nonostante l'inserimento nell'elenco dei pesticidi classificati inferferenti endocrini, il Chlorpyrifos etile viene prescritto dai tecnici della Mach per i trattamenti obbligatori contro le Psille nei meleti
E' quello che si chiedono Marco Rigo e Roberto Cappelletti, 'medici per l'ambiente' che hanno scritto al Direttore della Fondazione E. Mach (ex Ist. Agr. S.Michele a/a).
Torniamo ad occuparci di pesticidi e, in particolare, della Val di Non, una delle realtà più interessate alle conseguenze del massiccio utilizzo di pesticidi per la produzione intensiva delle mele. Da tempo il locale Comitato per la salute NON pesticidi si sta battendo contro un sistema in cui la dimostrazione dei rischi e delle conseguenze sulla salute dell'impiego massivo della chimica è lasciato a carico delle 'vittime'.
Ai primi dell'anno vi avevo riferito (vai all'articolo) delle analisi fatte eseguire dal Comitato (a sue spese). Esse avevano evidenziato la presenza nelle urine di residui di pesticidi o di metaboliti di pesticidi, tra cui quelli dell'insetticida fosfo-organico Chlorpyrifos etile (CPF).
La solita storia: ci vogliono decenni di studi per capire che un pesticida già considerato 'poco pericoloso' è una grave minaccia per la salute umana
Negli Usa e in altri paesi il CFP è già stato bandito da diversi anni per l'uso nei giardini e frutteti in zone residenziali e l'EPA (Environment protection agency sta valutando se restringerne l'uso anche in agricoltura dopo che diversi studi scientifici usciti negli ultimi mesi hanno confermato la relazione tra esposizione al CFP e disturbi mentali e fisici nei bambini. Intanto in Italia l'Istituto Superiore di Sanità ha inserito il CFP, sulla base di studi sperimentali pubblicati lo scorso anno, nella categoria degli insisiosi 'interferenti endocrini' che compromettono i processi di crescita e sviluppo e la fertilità.

Interferente endocrino
Era noto che il CFP comportasse, a seguito di esposizione del feto al pesticida, problemi neurocomportamentali. Di recente l'Istituto Superiore di Sanità tra gli 'aspetti emergenti', nell'ambito dei rischi per la salute legatii da esposizione a pesticidi, ha incluso il CFP tra gli 'interferenti endocrini' sulla base di studi sperimentali su animali da laboratorio. Tali sperimentazioni dimostrano come l'esposizione al CFP rappresenti un rischio a livelli di esposizione molto più bassi di quelli che determinano i problemi neurologici per i quali è sotto accusa.

In particolare secondo i ricercatori italiani il CFP provoca nei topi da laboratorio:

1) ipotiroidismo nelle madri esposte, con riduzione dei livelli degli ormoni tiroidei e danni visibili a livello del tessuto. Nella prole è evidente un’alterazione del tessuto tiroideo e dei livelli ormonali in modo simile a quanto osservato nelle madri, sia in epoca perinatale sia a piena maturità sessuale (De Angelis et al, 2009);

2) effetti permanenti relativi alla produzione di ossitocina e vasopressina, due regolatori neuroendocrini sintetizzati nell’ipotalamo. In particolare, l’ossitocina risulta aumentata mentre i livelli di vasopressina diminuiscono (Tait et al, 2009).

Sono effetti preoccupanti perché significano disregolazione dei processi di crescita e sviluppo e alterazione delle funzioni riproduttive. Gli effetti sono stati riscontrati con maggiore evidenza nei topi maschi.

Sinistre conferme: i pesticidi alla base di turbe comportamentali nei ragazzi

I riscontri che confermano il ruolo, da tempo sospettato, del CFP quale interferente endocrino sono gravissimi ma non fanno che sommarsi a quanto già noto sulla relazione tra livelli urinari di metaboliti di pesticidi fosfo-organici nei bambini e ADHD (disturbi di carenza di attenzione e iperattività). Di recente sono stati pubblicati nuovii studi che lo hanno confermato in modo tanto convincente da indurre l'EPA - Environment protection agency degli USA a fare proprie queste conclusioni. Tra questi : M.F. Bouchard et. al. Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder and Urinary Metabolites of Organophosphate Pesticides, Pediatrics, May 2010. Questo lavoro ha seguito di poco un altro condotto su bambini dei noti quartieri poveri di New York (Lovasi et al. Chlorpyrifos Exposure and Urban Residential Environment Characteristics as Determinants of Early Childhood Neurodevelopment.American Journal of Public Health, March 2010). L'esposizione al CFP nel grembo materno era stata messa in relazione anche con la riduzione del peso alla nascita e della circonferenza cranica dei neonati (Robin M. Whyatt et ql., 2004).

Da tempo era stato anche riscontrato che l'origine della contaminazione è da ricondurre sia all'uso del CFP in ambito residenziale che all'alimentazione tanto è vero che la sostituzione della dieta convenzionale con una a base di prodotti dell'agricoltura biologica i livelli dei mataboliti dei pesticidi fosfo-organici si riducono sotto la soglia di determinazione analitica (C. Lu et al., 2008).

Nelle aree agricole con forte uso di CFP le concentrazioni corporee di CFP sono più elevate della norma e si è osservato che l'esposizione cronica al CFP attraverso l'aria è correlata a malattie autoimmuni (J. D. Thrasher et al., 2002). Nel 2002 L'Environment Protection Agency degli USA ha stabilito una soglia di esposizione al CFP di 0,1 mg per kg di peso vivo al giorno (corrispondenti a 3880 ng/m3 per un adulto e a 170 ng/m3 per un bambino di un anno). In siti posti sottovento rispetto ai frutteti, a 10 m dal limite del terreno, la concentrazione nell'aria raggiunge picchi pari a 180 volte la soglia per i bambini di un anno (Report for the Application and Ambient Air Monitoring of Chlorpyrifos - and the Oxon Analogue- in Tulare County during Spring/Summer 1996, California Air Resources Board, Test Report #C96-040 and # C96-041, April 7, 1998,http://www.cdpr.ca.gov/docs/empm/pubs/tac/chlrpfs.htm.)

In ragione della sua pericolosità per le donne gravide e i bambini piccoli il CFP negli USA è stato messo fuori legge limitatamente all'uso domestico (giardini e frutteti in area residenziale). Il Sud Africa ha fatto lo stesso nel maggio di questo anno. Ma l'uso del CFP è ancora molto massiccio in agricoltura (sia in Usa che in Italia e altrove) e ciò è motivo di preoccupazione per gli effetti di deriva (legati al vento) che possono provocare elevate concentrazioni nell'aria e presenza nella polvere delle abitazioni e al suolo (dove i bambini possono venire a contatto con il pesticida giocando nei giardini e nelle aree ricerative).

Ridotta da 50 a 30 m la distanza di sicurezza
In questo contesto di crescente preoccupazione per l'esposizione cronica (anche a bassi livelli) di CFP si inserisce la lettera dei 'medici per l'ambiente' trentini. Essi sono sconcertati sia del fatto che il limite di distanza minima dalle abitazioni delle irrorazioni pesticide sia stato ridotto da 50 a 30 m, sia che il CFP venga raccomandato dai tecnici di zona per i trattamenti obbligatori contro le Psille. Va osservato che questi trattamenti sono obbligatori nei meleti non solo in Trentino ma in tutta Italia.

In Italia la fitoplasmosi degli scopazzi* ha assunto lo status di malattia da quarantena, attraverso l’emanazione del Decreto Ministeriale 23 febbraio 2006 nel quale si definiscono le misure per la lotta obbligatoria. Successivamente, con deliberazione della Giunta provinciale (DGP n° 1545/06), si è recepito il D.M.definendo le modalità operative da attuare in Trentino. In tal senso s’intende come 'zona di insediamento della malattia', quel territorio in cui è comprovata la contemporanea presenza del fitoplasma Apple Proliferation e dei suoi vettori, le psille (la più diffusa è la Cacopsylla melanoneura) , e il grado di diffusione della malattia è tale da non ritenere possibile una sua eradicazione. Tra le misure di contenimento indicate: l'estirpazione delle piante infette, all’utilizzo di materiale di propagazione vegetale e di nuovo impianto esente. Va precisato che sono sensibili alla Apple Proliferation le più importanti cultivar di melo utilizzate nella melicoltura intensiva: Golden Delicious, Renetta del Canada, Granny Smith, Jonathan e le varietà del gruppo delle Delicious rosse.

Non risultando comunque efficaci e sufficienti le altre nisure si considera comunque necessario il ricorso al controllo degli insetti vettori (le Psille) con pesticidi. Ma è necessario ricorrere al CFP? No perché possono essere impiegati anche altri prodotti meno pericolosi, senza contare che nell'agricoltura biologica il trattamento è sempre obbligatorio ma con uso di insetticidi naturali (piretroidi). Il ricorso alla chimica è 'obbligatorio' solo per chi non sa uscire da una certa concezione del fare agricoltura.

Un fare agricoltura che è dannoso per la salute umana!!!

* fitoplasmosi = malattia delle piante causata da micoplasmi, microrganismi senza un nucleo cellulare morfologicamente distinto, senza parete e con genoma molto più piccolo dei batteri; scopazzi del melo = malattia che causato gravi danni non solo in Trentino ma anche, in Valle d’Aosta, in Lombardia, (Valtellina) e altre regioni del Nord Italia. Il sintomo tipico è rappresentato dalla crescita affastellata dei rami (scopazzi). Le foglie di piante infette sono piccole, allungate, con dentature irregolari e piccioli corti, I fiori sono irregolari con un numero abnorme di petali; il peduncolo fiorale è allungato e talvolta sviluppa appendici fogliari; l'infiorescenza può presentare ramificazioni e fenomeni di proliferazione; spesso si notano fioriture prolungate. I frutti sono piccoli, pallidi e privi di colore, con peduncolo allungato e sottile. Essi sono inoltre insipidi, poco zuccherini e privi di profumo. La chioma si presenta globosa e cadente e, specie nelle piante giovani, si ha la riduzione della vigoria generale della pianta. Sono frequenti ricacci basali del tronco e succhioni dai rami principali.

giovedì 1 luglio 2010

PRIIMA FESTA del BIOLOGICO in Provincia di Belluno.. il 18 luglio

(articolo del Gazzettino)
I lavori per le serre biologiche sono prossimi all'avvio, ma San Gregorio nelle Alpi si prepara già a festeggiare la fragola. Una trentina di espositori certificati, un convegno sull'agricoltura biologica e un borgo antico, quello di Paderno, che ritorna alla tradizione: domenica 18 luglio si inauguereà la prima edizione della Festa della fragola e dei frutti di bosco. Un avvenimento che anticipa l'impianto fotovoltaico di prossima realizzazione a San Gregorio nelle Alpi, grazie al quale saranno attivate una serie di serre dedicate all'agricoltura biologica, specificatamente piccoli frutti, fragole e frutti di bosco. «Il 12 luglio si svolgerà la conferenza dei servizi richiesta dall'Enel per alcuni accertamenti e prescrizioni - spiega il sindaco Ermes Vieceli, illustrando le ultime fasi del progetto - dopo di che i lavori per l'intervento potranno iniziare». Ad anticipare la bontà dei frutti che saranno raccolti probabilmente già a partire dal prossimo anno nelle serre che saranno installate nei pressi dell'impianto, la festa in programma a Paderno domenica 18 luglio: una giornata intera a Paderno dedicata ai prodotti biologici, con la presenza di una serie di espositori provenienti da tutto il Veneto.«Questa manifestazione - spiega Alessandro Pezzino, produttore biologico presidente dell'associazione DolomitiBio, nata di recente e che sarà presentata ufficialmente in occasione della festa - rappresenta un'opportunità, un valotre aggiunto, per il nostro territorio, È ora di puntare al microturismo e al rendere consapevole chi non lo sa che il nostro territorio si presta molto alle coltivazioni biologiche, sia come clima che come qualità di terreno». La manifestazione, promossa dal Comune di San Gregorio nelle Alpi e l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, vedrà la partecipazione di tutte le associazioni di volontariato presenti nel comune. La giornata, ricca di eventi, dalla rievocazione storica del Cavalier Crociato Pisocco lungo le vie, (verrà inaugurato un quadro del pittore Piergiorgio De Bastiani),al pranzo con menù biologico, agli spettacoli per bambini, poi il convegno "Agricoltura biologica: sviluppo e opportunità sul territorio".

INORMARE per ACCRESCERE la CONSAPEVOLEZZA

Durante le esposizioni delle sementi antiche distribuiamo anche dei volantini .. Pubblichiamo di seguito alcune notizie riportare in essi..

IL COMITATO PER LA SALUTE DELLA VAL DI NON HA ESEGUITO (A SUE SPESE) UNA SERIE DI ANALISI …Su 13 campioni 12 sono risultati contaminati da una o più sostanze dannose per la salute: campioni rilevati anche a distanza di 70 metri dai meleti, campioni rilevati nei giardini, negli orti privati, negli spazi pubblici; oltre alle centinaia di segnalazioni di infrazioni commesse nei meleti e non rilevate né sanzionate.
IMPRESSIONANTE IL FATTO CHE UN ALBERO DI MELO (trattato chimicamente), AL TERMINE DELLA SUA BREVE CARRIERA PRODUTTIVA NON SIA CONSIDERATO “LEGNO” MA BENSì .. RIFIUTO SPECIALE !!!
Molto preoccupante anche il fatto che nella maggioranza dei campioni di mele (ma non solo) analizzate siano stati trovati uno.. ma spesso più residui di principio attivo Suscitando la preoccupazione di molti per l’effetto combinato che questi possono avere
Si è parlato molto anche di “FASCE di SICUREZZA” attorno a case, scuole, ospedali ecc.. per evitare l’effetto deriva dei pesticidi Studi dimostrano che tale distanza è bene non sia inferiore ai 100m.
il dott. Roberto Cappelletti (sindaco e medico) ha illustrato (dati alla mano) la pericolosità di molto principi attivi usati in frutticoltura (ma non solo) Alcuni dei quali (di uso comune) sono sospetti cancerogeni e provocano danni al sistema endocrino Impressionanti i dati portati sull’aumento dell’incidenza dei tumori infantili, delle malformazioni fetali e delle malattie degenerative


SE VUOI PER DAVVERO CHE LA MELA TOLGA IL MEDICO DI TORNO.. FA SI CHE LA MELA CHE MANGI SIA BIOLOGICA!!

COSA MANGIAMO?? I RESIDUI
Sono le mele il frutto più frequentemente contaminato.
Su quasi il 90% delle mele analizzate in Emilia Romagna è stata rilevata la presenza di residui chimici. Su 155 campioni, 30 sono quelle regolari con un solo residuo, 103 hanno più di un residuo e 3 sono fuori legge.
Nella Provincia Autonoma di Bolzano su 60 mele solo 7 sono risultate regolari senza residui, mentre 24 ne hanno uno e 29 più di uno.

Nella Provincia Autonoma di Trento, su 22 campioni di mele 9 sono quelle irregolari a causa del superamento dei limiti massimi consentiti di Boscalid (fungicida), 9 regolari con un solo residuo e 3 con più di un residuo.
(dal rapporto di Lega Ambiente) 
... SE LA MELA CHE TI OFFRONO NON E' BIOLOGICA.. TI CONSIGLIAMO DI FARE COME.. BIANCANEVE...  

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