martedì 24 agosto 2010

ANCHE I VIGNETI DEL PROSECCO SOTTO ACCUSA



«Prosecco, pesticidi sulle case»
e sui colli scoppia la rivolta
Denuncia con duemila firme. Il sindaco di Vidor: «Una lobby mette a rischio la salute»

VIDOR— Prosecco sotto accusa: i trattamenti chimici effettuati sui vigneti fanno paura. Bruciore agli occhi e fastidio alla gola sono i sintomi più frequenti tra la popolazione, ma la gente teme che i danni alla salute possano essere ben più seri. In Pedemontana si è costituito un gruppo di cittadini preoccupati per l’eccessiva vicinanza dei vigneti a case e scuole: è stata avviata una petizione per chiedere ai sindaci dei Comuni interessati e all’Arpav - l’Agenzia per la protezione dell’ambiente - di intervenire. «Le condizioni di vita dove risiedo con la mia famiglia, a causa dei trattamenti chimici operati sui vigneti, sono inaccettabili - si legge nel documento -. Non si possono aprire le finestre, non si possono stendere abiti lavati ad asciugare, non si può utilizzare il cortile o il giardino, non si può passeggiare liberamente sulle strade pubbliche a causa del forte odore. Sulle strade, capita sovente di essere letteralmente lavati dalle sostanze diffuse dall’elicottero o dagli atomizzatori - e conclude - Temo che l’esposizione forzata e prolungata nel tempo a tali sostanze possa danneggiare seriamente la mia salute e quella dei miei familiari». (CLICCARE QUI PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO DEL CORRIERE VENETO)

PIOGGIA DI FITOFARMACI PERICOLOSI SUI VIGNETI PER SMALTIRE LE SCORTE!

Altro che “forti pendenze del terreno, impossibilità di mezzi meccanici, viticoltura eroica di qualità e competitiva, garanzie per l’ambiente circostante, tutela della qualità della vita” delle colline del prosecco!
La proroga, per irrorare con l’elicottero i vigneti del prosecco del Quartier del Piave, pubblicizzata con enfasi sulla stampa locale e nazionale due settimane fa, si riferisce in realtà (vedi bibliografia dei documenti posta sotto) allo smaltimento di scorte di fitofarmaci non più autorizzati a seguito del recepimento (anche se tardivo ) delle direttive UE che regola la produzione e il commercio di prodotti fitosanitari.
In particolare alcuni prodotti, e fra questi il “mancozeb” utilizzato per combattere la peronospora della vite, sono fortemente sospettati di essere altamente cancerogeni e, pertanto, il loro smaltimento come rifiuti agricoli pericolosi sarebbe stato estremamente costoso.
Uno studio scientifico pubblicato dal prof. Soffritti, direttore scientifico del Centro ricerche per la prevenzione del cancro della Fondazione Ramazzini di Bologna ha dimostrato che il “mancozeb”, utilizzato in Italia da oltre 40 anni, è un cancerogeno multipotente capace cioè di aggredire vari organi e tessuti.

La pericolosità è stata confermata anche dal prof. Mantovani dell’Istituto Superiore della sanità in un programma di ricerca finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale in cui vengono evidenziati i potenziali effetti endocrini dell’etilene bisditiocarbammatil (mancozeb) in quanto agiscono da stimolatori o inibitori dell’attività ormonale determinando alterazioni dei processi riproduttivi e dello sviluppo pre e post-natale (disfunzioni della tiroide, infertilità maschile per alterazioni degli spermatozoi, abortività precoce, patologie metaboliche quali l’osteoporosi postmenopausale,…) .
Stupisce che questa proroga per l’irrorazione da elicottero di 45 giorni sia stata concessa dal Ministero della Salute. Questo ministero infatti, non è stato mai citato dalla stampa che ha invece citato come autorizzatore il ministro Paolo De Castro delle politiche agricole, che non c’entra niente.

È sconcertante che la motivazione della proroga sia poi lo “smaltimento delle scorte”! (per leggere l'interoa rticolo cliccare qui)

DALL'ARTICOLO "PESTICIDI SUL PROSECCO SALE LA PROTESTA: QUANTI AMMALATI" DEL CORRIERE DEL VENETO DI DOMENICA 15AGOSTO APPRENDIAMO INOLTRE CHE:
- possiamo con ragionevole certezza affermare che la relazione tra fitofarmaci, pesticidi e tumori umani in particolare linfomi, mielomi e leucemie, ma anche diversi tumori solidi è stata ormai dimostrata in modo inequivicabile ( dott. P. Gentilini)
- se la mdia nazionale di incidenza tumorale è del 2% fa decisamente riflettere il dato che riguarda l' usl 7 dove gli assistiti per patologia neo plastiche maligne negli anni 2007 2008 2009 sono stati rispettivamente 8.760 9.146 e 9.651 con una crescita media del 5% annuo. Dati di questa entità inducono a interrogarsi sull'uso nel territorio di prodotti come gli erbicidi (per tenere puliti i vigneti dalle erbacce) L'Arpav ha infatti rilevato che nel 2007 sono state impiegate 55tonnellate di Gliphosate e 8 tonnellate di Glufosinate ammonium nella nostra provincia. Erbicidi che il 19gennaio 2009 la Comunità Europea ha messo al bando classificandoli come CMR cancerogeni, mutogeni e tossici
- sui cartelli che publicizzano il percorso storico naturalistico di Vidor "dal sacro al pro..secco".. vieta il trasnsito tra aprile ed agosto a causa dei "trattamenti fitosanitari alle coltivazioni"

domenica 22 agosto 2010

FOTO e.. ancora sul "modello trentino"

DI SEGUITO ALCUNE FOTO DELLA ESPOSIZIONE DI SEMENTI ANTICHE E MATERIALE SUL BIOLOGICO CHE ABBIAMO ESPOSTO PRESSO L'AZIENDA "iFrutti del Sole" ( S. Gregorio nelle Alpi)

UN INTERESSANTE ARTICOLO APPARSO SUL SITO "RURALPINI" AGGIUNGE ULTERIORE MATIERIALE ALLA NOSTRA RIFLESSIONE CRITICA SUL COSIDETTO "MODELLO TRENTINO"

Scoppia una feroce polemica sul 'sistema vino' trentino. Le accuse di 'mercato drogato', politica di quantità e produzione fuori regione non vengono solo dai 'vicini di casa' di Bolzano ma anche dai produttori indipendenti trentini

In Trentino crolla il reddito delle vigne dopo gli anni d'oro
(mentre Bolzano non conosce crisi)


Non sono solo la zootecnia e la cura dei pascoli a creare imbarazzanti confronti tra le due provincie autonome della stessa 'regione' (una regione senza poteri) . Ora anche il confronto sulla vitivinicoltura si fa accesso. E i viticoltori indipendenti trentini danno ragione alle feroci critiche che vengono da oltre Salorno.
di Michele Corti
Due modelli agricoli così diversi in una stessa (sulla carta) regione non possono che portare che a confronti e polemiche. La diversa utilizzazione e cura dei pascoli e la diversa difesa delle piccole aziende zootecniche (il tutto trascurato in Trentino e ben curato a Bolzano) erano già state occasione di polemiche. Ora è il modello vino ad essere al centro dello scontro. Ce ne occupiamo perché le analogie con il settore zoocaseario sono molte e rimandano a un sistema agricolo Trentino che non va che si è lasciato trascinare oltre un limite ragionevole dalle sirene dell'industrializzazione e della globalizzazione.
per leggerlo integralmente cliccare qui

giovedì 19 agosto 2010

APPUNTAMENTI A BREVE e RASSEGNA STAMPA

NEI PROSSIMI GIORNI CI SARANNO DUE IMPORTANTI APPUNTAMENTI:

domenica 22 agosto: giornata "FATTORIA APERTA" presso l'azienda biologica "i FRUTTI del SOLE" 
Dopo la pausa di ferragosto ritornano le domeniche delle fattorie aperte nell’ambito della manifestazione Sapori dell’orto, organizzata dal Servizio Sviluppo Agricolo della Provincia di Belluno in collaborazione con Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Domenica 22 agosto, a partire dalle 10 e per tutta la giornata l’azienda agricola I Frutti del Sole accoglierà i visitatori a Roncoi di Fuori in comune di San Gregorio nelle Alpi.
Daniela a Alessandro accompagneranno a visitare i campi, le serre e i frutteti dove in queste settimane stanno maturando fagioli gialet, fragole, mirtilli e susine, rigorosamente coltivati secondo il metodo biologico.
“La giornata vuole essere un modo per mettere in contatto le persone con il mondo dell’agricoltura di montagna” chiarisce Alessandro “non solo esposizione e vendita, ma soprattutto degustazione di prodotti freschi, succhi di frutta e composte, informazione sulle tecniche di coltivazione, sulle varietà utilizzate, sui processi di trasformazione dei prodotti, visita dell’azienda e, per i più disciplinati, anche la raccolta diretta dei prodotti.”
Ad aiutare l’azienda ci sarà anche l’Associazione DolomitiBio e il gruppo di Coltivare Condividendo che allestirà la mostra delle sementi antiche, durante la quale sarà possibile scambiare semi, e spiegherà i progetti in cui è impegnata tra cui il censimento partecipato delle antiche varietà di alberi da frutto.

MERCOLEDì 25 AGOSTO dalle ore 20.30 presso VILLA TOMITATO a VELLAI (adiacente scuola agraria)
RIUNIONE deL CONSORZIO del FAGIOLO GIALET
L'incontro è aperto a tutti ma è rivolto particolarmente ai produttori di fagiolo gialet, o a quelli che hanno intenzione di avviare la produzione, interessati a far parte del neonato Consorzio di Tutela.

L'ordine del giorno dell'incontro prevede:
- iscrizione dei soci al Consorzio (per chi non l'avesse ancora fatto) con la compilazione della scheda di adesione, della scheda di campagna relativa alle semine 2010 e stime di produzione;
- definizione delle cariche di rappresentanza nel Direttivo del Consorzio;
- illustrazione del progetto "Presidio Slow Food del fagiolo gialet della Valbelluna" e partecipazione con uno stand al Salone del Gusto di Torino 2010;
- illustrazione della proposta relativa alle quote associative annue per la partecipazione al Consorzio e al Progetto Slow Food;
- illustrazione della proposta relativa al confezionamento dei Gialet con la definizione e scelta della confezione e etichetta, unica per tutti i produttori;

Si prega di inoltrare questo avviso a tutte le persone interessate di cui si è a conoscenza, perché vi sia la massima partecipazione.
(foto del campo di A. Stulfa a Mel)

LA NOSTRA RIFLESSIONE SUL "MODELLO TRENTINO HA AVUTO AMPIO RISALTO SU STAMPA E SITI INTERNET.. LINKIAMO DI SEGUITO ALCUNI ARTICOLI: (cliccare sull'articolo per leggerlo)

Articolo sul Corriere delle Alpi "Chilometri zero antidito ai pesticidi)

Articolo Corriere delle Alpi "L' agricoltura trentina non ci piace"

Articolo di "Carta EstNord" "Modello trentino? No grazie"

Articolo su Belluno News "Agricoltura sostenibile: il nostro modello non è il trentino"

lunedì 16 agosto 2010

IL NOSTRO MODELLO NON E’ IL TRENTINO… ANZI…

un cartello fotografato in un frutteto intensivo trentino che non vorremmo mai vedere nè qui nelle nostre vallate nè altrove


Fa sempre piacere trovare sui giornali articoli che danno risalto alla nostra agricoltura, ai prodotti della nostra terra. Abbiamo pertanto apprezzato il pezzo pubblicato sabato 14 agosto dal Corriere delle Alpi “Prodotti tipici bellunesi, nell’elenco entrano fagiolo gialet e kondizon”(cliccare sul titolo per leggere l'articolo)

Peccato però per quella frase finale “..Il modello? Come sempre il Trentino…”

Siamo ben consapevoli che ci sono stereotipi duri a morire, ma per capire che il “modello Trentino” abbia ben poco a che fare con l’agricoltura che noi vorremmo per la nostra provincia, cioè un agricoltura ecosostenibile, rispettosa dell’ambiente, del paesaggio del territorio della biodiversità e della salute, basterebbe visitare alcuni luoghi rappresentativi dell’agricoltura trentina.

In primis la Val di Non in cui impera la monocultura intensiva della mela. Meleti intensivi e super trattati (i bollettini di interventi fitosanitari consigliati dall’ Istituto di S. Michele all’Adige, in cui si elencano 41 trattamenti nel 2008 e 33 nel 2009)
Un paesaggio fatto di pali di cemento e parvenze di “meli” ammassati gli uni agli altri come polli in batteria, dove di tanto in tanto eruttano nuvole di pesticidi; dove i meli, al termine della loro breve “carriera produttiva” non sono considerati legno ma rifiuto speciale.

Come non ricordare l’ottimo e capillare lavoro fatto da alcuni cittadini della valle che (a spese proprie) hanno fatto fare una seria di analisi che hanno evidenziato come quei pestidici non rimangano solo nei meleti ma invadano anche asili, giardini, camere da letto. Il rapporto da loro redatto ci ricorda che in 12 campioni su 13 sono presenti residui di pesticidi (campioni prelevati anche a 50/70m dai meleti) e per ogni campione erano presenti contemporaneamente da un minimo di 2 a un massimo di 6 principi attivi (sono stati ritrovati anche 3 principi attivi proibiti)

E sempre a proposito di mele, come non citare il rapporto di Lega Ambiente che su 22 campioni di mele analizzate in provincia di Trento ha rilevato che 9 erano irregolari a causa del superamento dei limiti massimi consentiti di Boscalid (fungicida), che 9 presentavano un residuo, 3 più di un residuo solo UNA era priva di residui
Non ci dilunghiamo ricordando quali sono gli effetti di molti di questi principi attivi sulla salute soprattutto dei bambini: ampia è la bibliografia e siamo ben felici di fornirla a tutti gli interessati.

Ma se il “modello Val di Non” è da bocciare non meritano di essere promossi nemmeno quello zootecnico di Fiavè o quello delle fragole “che non conoscono la terra” della Valsugana e della valle dei Mocheni (abbondantemente irrorate con concimi e pesticidi),
Va anche ricordato, in negativo, come il modello di sostegno alla zootecnia di montagna basata sulle grandi stalle (oltre 100 capi) appoggiato dalla provincia stia disseminando sul territorio, specie sui pascoli di montagna, problemi importanti. Le vacche all’alpeggio vengono nutrite con mangimi, anche nei parchi naturali, i contadini non curano più il territorio, le bonifiche agrarie stanno distruggendo la biodiversità dei prati, il metodo della concimazione cancella prati storici.

Certo esistono anche dei pregevoli esempi come quello rappresentato dalla “Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai”: la Presidentessa Laura Zanetti, che ha molto da dire su come la Provincia agisca a livello di pastorizia e alpeggio, afferma che il sostegno da parte della PAT è scarso per non dire peggio.

Di cose da dire e magagne da elencare ce ne sarebbero ancora molte e non solo legate all’ambito agricolo ma anche alla gestione di un territorio in cui sono davvero molte le voci di cittadini che denunciano situazioni critiche: dalle devastazioni di Folgaria alla diossina dell’acciaieria di Borgo Valsugana (ancora commissariata), dalle discariche di Monte Zaccon al paventato inceneritore di Trento.. ecc..

Ci chiediamo pertanto se noi, per consentire alla nostra provincia di esprimere appieno le sue tipicità e potenzialità dobbiamo rivolgere lo sguardo a un modello di cosiddetto sviluppo non solo super finanziato e a detta di alcuni “dopato” da questi finanziamenti a pioggia (con i pro e i contro che ciò provoca), ma con situazioni di criticità così palesi ed evidenti che solo un ottima campagna pubblicitaria, anch’essa iper finanziata, riesce a celare.

Siamo estremamente convinti che il domani della nostra provincia non debba essere ispirato a modelli di agricoltura intensiva che devastano ed inquinano territorio, ambiente, paesaggio, e che per il profitto di pochi minano la salute di molti

Crediamo invece in un’agricoltura sostenibile, nella biodiversità, nei prodotti a km zero e nella tipicità. Crediamo molto in un legame forte tra agricoltura, turismo, artigianato: ma anche tra chi produce e chi acquista, nella filiera corta, nell’opera importante dei Gas auto organizzati dal basso e dei cittadini che auto producono.
Crediamo in una visione a 360° che considera un tutt’uno l’ambiente, il territorio, il paesaggio e noi che interagiamo con essi, che ne siamo parte

Crediamo che in questa nostra provincia ci siano già delle stupende realtà che stanno progettando, costruendo, producendo seguendo questo spirito, questa direzione. Cooperative, consorzi, azione biologiche, associazioni che promuovono prodotti tipici, favoriscono il biologico (o il non utilizzo dei prodotti chimici di sintesi), l’accorciamento della filiera (con mercatini dei produttori e patti tra GAS e aziende), la biodiversità (vero patrimonio di questa nostra zona) e progetti condivisi con industria, turismo e artigianato.
Progetti, prodotti e iniziative che stanno suscitando un notevole interesse (soprattutto fuori provincia e regione) anche di importanti aziende, enti, associazioni, organismi e di tantissimi cittadini che vedono il nostro come un territorio non ancora compromesso e dalle notevoli potenzialità

Crediamo sia giunto il momento di smetterla di guardare alle pubblicità patinate proposte dagli altri, così diverse dalla realtà e continuare a costruire tutti insieme, con maggiore determinazione e convinzione, un domani davvero nostro per questa nostra provincia
un bellisismo esempio di prodotto tipico bellunese il "fagiolo GIALET" (ricordiamo con piacere che il consorzio di tutela di questo fagiolo si è dotato di DISCIPLINARE BIOLOGICO di coltivazione

(un grazie a tutti colore che hanno collaborato con noi per articolare questa nostra riflessione)

sabato 14 agosto 2010

PROSSIMI APPUNTAMENTI ..

Per l'agricoltura e gli agricoltori la fine dell'estate è un momento particolare, la lunga attesa iniziata in primavera sta per finire, si avvicina il periodo del raccolto. L'autunno è il momento migliore per gustare i prodotti della terra, la frutta, i legumi e i crereali in particolar modo.

Ogni paese festeggaia questo momento con un evento particolare di condivisione e di convivialità proponendo a locali e foresti le specialità del proprio territorio, la propria biodiversità coltivata. Insieme ai prodotti ogni paese presenta il proprio modo di trasformarli, cucinarli e presentarli, perché il consumo conviviale del cibo rappresenta da sempre la forma migliore di socialità tra le persone.

Ogni contadino mostra il meglio del proprio raccolto, i prodotti più belli e più buoni fanno bella figura sulle bancarelle, seducono il passante, ne catturano i sensi.
La mostra itinerante dei semi antichi vive in questo periodo un momento particolare, il momento della raccolta dei nuovi semi, che serviranno per perpetuare l'eterno ciclo delle stagioni per l'anno prossimo.

La mostra dei semi antichi sarà presente ad alcune di queste feste, per mostrare l'immenso patrimonio di biodiversità coltivata del nostro territorio, per rinnovare questo patrimonio con i nuovi semi, per offrire un punto privilegiato in cui rinnovare l'antico rito dello scambio dei semi, per offirire un momento di confronto sul modello agricolo attuale e sulle alternative, per ricordare a tutti che l'agricoltura è prima di tutto produzione di cibo, e che in quanto tale dovrebbe avere un'attenzione particolare per la salute dell'uomo e dell'ambiente.

Potrete quindi trovarci ai seguenti appuntamenti..per il momento
Roncoi di S. Gregorio n. Alpi presso az. i Frutti del Sole  
domenica 22 agosto giornata "fattoria aperta" dedicata al biologico
Lentiai - Mais a Lentiai - 5 settembre
Cesiomaggiore -cammina coi gufi - 11 settembre (18.30 alle 20)
Treviso - Fiera quattro passi - 25-26 settembre
Alano di Piave - Festa del Ciodet - 26 settembre
Mel - Mele a Mel - 9-10 ottobre
Seren del Grappa - Festa dei Maroni - 9-17 ottobre
Faller - Fiera del Pom Prussian - 24 ottobre
Follina - 7 novembre

Passate a trovarci
e se porterete dei semi la visita sarà ancora più gradita

mercoledì 11 agosto 2010

CENSIMENTO dei VECCHI ALBERI da FRUTTO

GRAZIE !!!
a tutte e a tutti coloro che hanno visitato e collaborato a integrare il "Percorso Sensoriale bioECOlogico" che abbiamo costruito presso gli impianti sportivi a Rasai di Seren del Grappa
Tantisisma gente della zona ma anche persone giunte da fuori provincia e regione Grazie per le esperienze portate, per i consigli, i suggerimenti..ma anche per le sementi e gli inviti ad altri eventi e manifestazioni

Ci fa molto piacere l'aver constatato l'interesse suscitato dal materiale che abbiamo esposto, soprattutto sul "pericolo fitofarmaci per i bambini"

di seguito riportiamo una iniziativa che ha preso avvio proprio domenica scorsa e che sta già riscuotendo notevole interesse..

CENSIMENTO dei VECCHI ALBERI da FRUTTO

“.. questo 2010 oltre ad essere l’anno internazionale della biodiversità è anche un’ottima annata per le mele..”

E non poteva quindi esserci anno migliore per avviare il terzo progetto legato alla biodiversità del Gruppo Coltivare condividendo..
Dopo la “mostra itinerante delle sementi antiche” e il “museo diffuso” ecco prendere avvio, proprio in questi giorni, “il censimento dei vecchi alberi da frutto”
Sono già state compilate le prime schede e fotografati sia gli alberi che i frutti di meli, peri susini..

Il progetto ha la finalità di classificare una serie di vecchi alberi tipici della nostra zona, invitando i proprietari (ma anche ogni altra persona) a compilare una scheda in cui verrà indicato:
- luogo in cui si trova l’albero
- nome della varietà
- caratteristiche della stessa
- descrizione di albero e frutto
Si invita poi a fare una foto sia dell’albero che del frutto

Lo scopo del tutto non è solo quello di costruire una mappatura dal basso delle molte varietà da frutto che popolano la nostra vallata ma anche e soprattutto di “saper dove trovare” le marze per un eventuale innesto e l’ottenimento di giovani piante di varietà antiche
Fondamentale anche in questo progetto il coinvolgimento dei cittadini
Pertanto, l’appello che facciamo è quello di segnalarci presenza di piante da frutto vecchie e compilare le schede che
mettiamo disposizione di tutti

venerdì 6 agosto 2010

"Percorso sensoriale bioECOlogico” a RASAI di Seren del Grappa

L’idea di trasformare una classica “sagra” in una vera e propria “festa paesana”, quindi legata al territorio, ai suoi prodotti, tipicità, potenzialità e problematiche.. ci è piaciuta da subito
Ed è anche per questo che abbiamo deciso di accettare l’invito della Pro Loco di Seren del Grappa e portare le nostre istallazioni e il nostro materiale alla “Sagra di Ferragosto”

Domenica 8 agosto (dalle ore 11 alle 20) allestiremo pertanto un “percorso sensoriale bioECOlogico” presso gli impianti sportivi di Rasai di Seren del Grappa

Un “percorso” che è un muoversi attraverso una serie di informazioni, di stimoli sensoriali, di iniziative e proposte legate al mondo dell’ agricoltura biologica (unita però agli altri 2 elementi a cui è vitale si accompagni e ciò biodiversità e km zero)

Inizieremo col dare alcune informazioni sull’agricoltura biologica, che non significa “coltivare senza fare nulla” ma il considerare la pianta un tutt’uno con terreno e ambiente, significa fare dei trattamenti escludendo però ogni prodotti chimico di sintesi Porteremo alcuni di questi prodotti utilizzabili, sia quelli più innovativi che quelli legati alla tradizione (es. i macerati)
Ma non mancheremo di evidenziare (analisi alla mano) i pericoli legati all’agricoltura intensiva/industriale dai tantissimi trattamenti (soprattutto per la salute dei bambini
Immancabili la mostra fotografica sul paesaggio, quella delle sementi antiche e i due progetti ad essa legati.. il “museo diffuso” e il censimento delle varietà di frutta antiche (per il quale abbiamo già coinvolto molte persona e chiederemo la collaborazione di coloro che sono sensibili a queste questioni)
Ma sarà anche possibile assaggiare, degustare e attraverso esperienze gustative e tattili percepire la differenza che vi è tra prodotto locale biologico e prodotto industriale

Una “percorso” che non è un qualcosa di preconfezionato ma che costruiremo attimo dopo attimo con tutti coloro che decideranno di attraversarla ed arricchirla con loro considerazioni, conoscenze, esperienze, sensazioni e critiche
Ampio spazio verrà dedicato ad esposizione di prodotti locali biologici in primis pane, fragola, verdura
Crediamo molto in questi momenti di condivisione e costruzione dal basso, come crediamo nelle enormi potenzialità del biologico (sempre legato a biodiversità e km zero) in questa nostra Provincia. Folle è inseguire, scimmiottare, modelli di cosiddetto sviluppo che hanno già provocato danni ingenti altrove (con guadagni per pochi a scapito di molti) ed. Val di Non

Invitiamo tutti a partecipare a questo percorso condiviso durante il quale non mancheremo di illustrare l’importante progetto di “certificazione biologica semplificata”

Il “percorso bioECOlogico” itinerante vede la collaborazione :

Gruppo Coltivare Condividendo - Ass. Dolomiti bio (ass. produttorio biologici bellunesi) - Biobrother’s - la SKasera

PESTICIDI: UNA SERIA MINACCIA PER LA SALUTE SOPRATTUTTO DEI BAMBINI

MOLTI LE RICERCHE E GLI ARTICOLI CHE ANCHE IN QUESTO PERIODO DENUNCIANO LA GRAVE MINACCIA COSTITUITA DAI PESTICIDI PER LA SALUTE DEI BAMBINI.. dis eguito ne riportiamo alcuni
..INEVITABILE INVITARE GENITORI E AGLI AMMINISTRATORI (per le mense scolastiche) A SCEGLIERE BIO !!

BAMBINI: CON IL BIOLOGICO SEI VOLTE MINORE IL RISCHIO PESTICIDI

L’Università di Washington ha analizzato i danni da pesticidi nei bambini di età pre-scolare. I piccoli che consumano frutta e verdura bio...
Uno studio dell’Università di Washington ha analizzato i danni da pesticidi e loro metaboliti in bambini di età pre-scolare e ha scoperto che i piccoli che consumano frutta e verdura biologica presentano una concentrazione di residui sei volte più bassa dei coetanei che consumano prodotti convenzionali.

Lo studio ha messo a confronto la concentrazione di pesticidi organofosforati (una classe di fitofarmaci che una volta assorbiti con l’alimentazione, si distribuiscono a tutto l'organismo, vengono metabolizzati dal fegato e intaccano il sistema nervoso centrale) nell’urina di 39 bambini di età compresa tra i 2 e i 4 anni, abitanti sia in città che nelle zone suburbane.
Gli esiti della ricerca indicano ai genitori una via estremamente semplice di ridurre i rischi di avvelenamento da pesticidi dei loro bambini: alimentarli con ortofrutta biologica.
Gli autori hanno concentrato la loro attenzione sull’esposizione ai pesticidi nell’alimentazione perché i bambini sono a maggior rischio degli adulti per due motivi: in relazione alla massa corporea mangiano più di un adulto, e consumano alimenti a più elevato rischio di residui di pesticidi, come i succhi di frutta, frutta fresca e ortaggi... (PER LEGGERE TUTTA LA RICERCA CLICCARE QUI)

Pesticidi: una minaccia per i bambini

I pesticidi chimici che rimangono come residuo sugli alimenti sono pericolosi per gli adulti, ma ancor più per i bambini.

I pesticidi, si sa, possono essere tossici, cancerogeni, allergogeni; ma vi siete mai chiesti che effetto fanno ai bambini? I ritmi metabolici dei bambini sono diversi da quelli degli adulti; la loro capacità di metabolizzare ed eliminare le tossine è minore; la loro sensibilità agli agenti allergogeni e cancerogeni è maggiore.
Secondo una ricerca svolta dall'Environmental Working Group i bambini che consumano regolarmente cibi con residui di pesticidi corrono un rischio molto più elevato rispetto agli adulti di contrarre il cancro. Sommando il rischio derivante dalla presenza sugli alimenti di 8 pesticidi utilizzati comunemente per la produzione di 20 tra frutti e ortaggi, il bambino "medio", tra 0 e 6 anni può vedere decuplicato il livello di rischio considerato "accettabile" dalla medicina.
Molti studi hanno dimostrato che i pesticidi, se assunti nel periodo neonatale e nella prima infanzia, possono alterare, anche in modo irreversibile, la funzionalità e lo sviluppo dei sistemi nervoso, immunitario, endocrino e dell'apparato riproduttivo. Anche le mamme che allattano dovrebbero evitare di consumare cibi con residui di pesticidi, perché queste sostanze passano nel latte materno.(PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO CLICCARE QUI)

Pesticidi: gravi effetti sulla salute dei bambini
I pesticidi sono presenti in quasi la metà della frutta e verdura che consumiamo a tavola. Spesso contaminate anche le falde acquifere. Decine di studi confermano: gravi effetti sulla salute, specie dei bambini...
Di fatto pesticidi si ritrovano in circa la metà della frutta e verdura che ogni giorno arriva nei nostri piatti e, cosa forse ancora più grave, essi contaminano diffusamente le matrici ambientali, comprese le acque, arrivando fino alle falde: una recente indagine dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha dimostrato che il 36,6% dei campioni di acqua analizzati nel nostro Paese è contaminato da pesticidi in quantità superiore ai limiti di legge.
Complessivamente sono state identificate nelle acque esaminate ben 131 di queste sostanze, compresi inquinanti vietati da molto tempo come l'atrazina.
(PER LEGGERE L'INTERO ARTICOLO CLICCARE QUI)