lunedì 29 ottobre 2012

CONOSCERE.. INFORMARSI.. APPRENDERE..

Il "conoscere".. l'informarsi.. l'apprendere son un qualcosa di molto importante anche quando si parla di agricoltura..di auto produzioni
Da sempre cerchiamo di costruire momenti di condivisione di conoscenze, esperienze, pratiche .. ma anche di promuovere dibattiti, convegni, corsi che riteniamo utili a tale scopo

Per questo motivo diamo spazio qui nel blog o ci stiamo impegnando a promuovere due interessanti e importanti eventi 

sabato 3 novembre si svolgerà a Feltre un incontro-dibattito al quale non possiamo mancare. Un momento di confronto e informazione che anticipa la "Antica fiera di San Matteo" (dove saremo rpesenti con la mostra delle sementi antiche bellunesi).. 

"qual è il ruolo dell'agricoltura nella tutela della salute e nella conservazione delle diversità naturali, culturali e del paesaggio di un territorio?
La filiera corta, l'autoproduzione, la gestione autonoma dei semi, i gruppi di acquisto solidali, la valorizzazione turistica e ristorativa delle produzioni locali, la realizzazione degli orti sociali, le certificazioni dei prodotti e dei servizi sono tappe praticabili verso l'individuazione di un biodistretto che sia sostenibile, di qualità e di benessere?
A queste e altre domande proverà a rispondere l'incontro-dibattito "Dall'agricoltura condivisa al biodistretto", organizzato in occasione dell'Antica Fiera di San Matteo, che avrà luogo sabato 3 novembre 2012, alle ore 16 nella Sala degli Stemmi del municipio di Feltre.
All'intervento di apertura del prof. Gianni Tamino, docente al Dipartimento di Biologia e ai corsi di specializzazione in Bioetica dell'Università di Padova, dal titolo "La biodiversità naturale ed agricola: un bene comune da difendere e conservare", seguirà un dibattito con i produttori, le associazioni e i cittadini coordinato da Luca Conte, agroecologo e insegnante alla Scuola esperienziale itinerante di agricoltura biologica
."


Un altro interessante momento di confronto e informazione è quello rappresentato da un "corso di formazione" che si svolgerà a Feltre e toccherà una serie di tematiche decisamente molto interessanti
  
Ovviamente a questi momenti di formazione e informazione continuaiamo ad affiancare situazioni in cui si privilegia lo scambio di esperienze e conoscenze in modo molto informale, a mo' di chiacchierata e "visita in campo" ..o attorno alla mostra delle sementi antiche E' importante che ci siano molti e variegati linguaggi, modi di espressione e condivisione  

domenica 21 ottobre 2012

FELTRE CAPITALE DELLA BIODIVERSITA' SANA E SOSTENIBILE


FELTRE CAPITALE DELLA BIODIVERSITA' SANA E SOSTENIBILE

Domenica 25 novembre si terrà a Feltre “chiamata a raccolto”
semino clandestino
Una giornata dedicata allo scambio sementi antiche (rispondendo all appello di Vandana Shiva contro i brevetti e a favore dei semi liberi), al biologico, alla biodiversità, alla tutela del paesaggio, della salute, dell'ambiente.. alla condividere conoscenze e pratiche.. a quell'agricoltura che viene chiamata “relazionale”
Per l'occasione arriveranno a Feltre realtà, gruppi, associazioni da diverse regioni italiane. Dalla Liguria giungerà la collezione delle patate storiche (280 varietà), dalla Valle d'Aosta ci porteranno una serie di cereali antichi adatti alle zone montane, che verranno affiancati da quelli tipici della dalla pianura veneta. Siamo certi che verranno molto apprezzati anche gli spazi espositivi di Civiltà Contadina, di Spiazzi verdi (venezia), Spazi in frutto (con le loro varietà antiche bellunesi) e quelli di realtà toscane, lombarde e trentine
Ai banchetti dedicati alle mostre ne verranno affiancati altri “informativi”.. di AM terranuova, ma anche di associazioni che si stanno impegnando ad informare sui gravi danni dell'agricoltura intensiva nella zona del prosecco e sul pericolo OGM
Il tutto sarà completato da laboratori, mostre fotografiche, proiezioni, dibattiti, distillazione di erbe aromatiche e da uno spazio curato dall'associazione Dolomiti bio.

Crediamo sia molto importante dare spazio e visibilità a tutte quelle realtà (locali e non) che credono in un coltivare e vivere sano, sostenibile, non energivoro, capace di tutelare e aumentare fertilità del suolo, la biodiversità. Che credono nell' importanza della conoscenza diretta tra chi produce e chi acquista, nel costruire consapevolezza e informazione (soprattutto sui danni della monocultura e dei pesticidi). Con chiarezza, serietà e senza ambiguità in primis sulle tecniche e i prodotti usati per la coltivazione e la conservazione
Il nostro territorio è particolarmente adatto a questa agricoltura che guarda al futuro, non tradendo le proprie radici Purtroppo pero' i tantissimi giovani che si stanno interessando e impegnando in questa direzione sono ignorati da una politica comunitaria, regionale e locale che privilegia, agevola e spesso finanzia con soldi pubblici la realizzazione di vigneti (di prosecco) o meleti che sappiamo bene che impatto hanno su territorio, ambiente, paesaggio e salute.

All'organizzazione di questa importante giornata stanno lavorando il gruppo coltivare condividendo (che esporrà la sempre più ampia mostra di sementi antiche bellunesi) i ragazzi della Skasera (che esporranno i frutti del loro orto comune) l'associazione Dolomiti bio (che raggruppa molte aziende biologiche bellunesi) e i Gas-BL.
La scelta di Feltre quale sede dell'iniziativa è legata anche al progetto dell'amministrazione di avviare un idea di “distretto del biologico”.. cosa che ci entusiasma non poco e che auspichiamo susciti sempre maggiori consensi

Ovviamente invitiamo tutti coloro che hanno a cuore questa nostra Terra e sentono proprie le nostre istanze, la nostra idea di agricoltura sana e sostenibile a partecipare sia alla giornata ma anche all'organizzazione partecipata della stessa (ben gradite idee, proposte, stimoli, critiche, energie...)

A tale scopo abbiamo già fissato un incontro che si terrà martedì 23 ottobre (dalle 20.30) presso la sede WWF sopra il centro giovani (via dolci a Farra di Feltre)

martedì 16 ottobre 2012

PESTICIDI ?? NO GRAZIE...

Torniamo sulla questione "pesticidi"....

Ci rendiamo conto che l'informazione.. ma anche la ricerca, le analisi epidemiologiche in aree di criticità.. è spesso affidata alla volontà di gruppi, associazioni, di cittadini che si impegnano in prima persona.. che auto finanziandosi indagini e dossier Un esempio evidente è quello della Val di Non, ma lo stesso riscontriamo nella zona del prosecco o a ridosso di terreni resi ormai sterili dalla monocoltura del mais  

Riteniamo pertanto importante l'impegnarsi in prima persona.. 
...e anche noi, come gruppo coltivare condividendo intendiamo:
- continuare la nostra opera di informazione, diffusione di notizie e appoggio a realtà locali 
- proporre delle alternative ai "pesticidi", informando su tecniche di coltivazione che escludono la chimica di sintesi e sostenendo quelle aziende, piccoli produttori e cittadini che "fanno agricoltura sana, sostenibile, biologica.." che è bene siano conosciute e privilegiate da chi ha a cuore ambiente, salute, apesaggio, biodiversità..
- intendiamo.. grazie alla rete di relazioni e contatti costruita nel tempo.. sperimentare nuove metodologie di indagine.. pertanto, assieme ad alcuni amici dei GAS, ad associazioni, a singoli cittadini stiamo pensando a costruire un progetto (auto finanziato) innovativo e pensiamo capace di chiarire, o per lo meno di far ulteriore luce su situazioni di criticità.. (purtroppo l'apparecchiatura atta a tale indagine non c'è in Italia, ma ci stiamo muovendo per superare questo intoppo)     

Torniamo sulla questione "pesticidi"..  
anche grazie all'ottimo lavoro costruito dall' amico Michele Corti (università di Milano). 
PER LEGGERE L'ARTICOLO INTEGRALE CLICCARE QUI)
Di seguito ne pubblichiamo alcuni stralci:

"La vicenda atrazina ha insegnato che "morto un pesticida se ne fa un altro". Le multinazionali hanno peraltro tutto l'interesse, una volta scaduti i brevetti, a far uscire di scena i vecchi principi attivi per sostituirli con "nuovi". Questi ultimi sono spesso molto simili e la loro pericolosità non tarda ad essere evidenziata. Di norma, però, troppo tardi, quando gli ecosistemi acquatici e terrestri e l'uomo hanno già fatto le cavie. È il criterio stesso di gestione del rischio pesticidi che porta a un effetto fuorviante. Innanzitutto si deve dimostrare che quel determinato pesticida provoca secondo un ben determinato meccanismo danni dimostrabili con dati alla mano suffragati da test statistici. Per accumulare dati (sia di laboratorio che di studi di tossicologia ambientale che di epidemiologia medica) ci vuole tempo. La necessità di individuare il colpevole e di condannarlo in appello si scontra con la natura dei meccanismi biologici che fa si che esista un "effetto cocktail" legato all'effetto congiunto di più pesticidi e che i meccanismi di azione siano spesso molteplici. In uno studio di Lucia Miligi dell' Unità Operativa di Epidemiologia ambientale e occupazionale, ISPO Istituto per lo studio e la Prevenzione Oncologica, Firenze (vai a vedere NE CONSIGLIAMO LA LETTURA http://www.usl3.toscana.it/Sezione.jsp?idSezione=2252) si mette poi in evidenza un altro aspetto fondamentale che limita la capacità di individuare i "colpevoli" in tempi rapidi (tale da evitare che mietano vittime):
"Uno dei punti cruciali degli studi epidemiologici su tumori e pesticidi rimane la definizione dell’esposizione, data la difficoltà a studiare situazioni in cui l’esposizione è molto complessa e conseguentemente a individuare associazioni con specifiche sostanze.
Per queste ragioni ogni approccio che eviti di considerare il problema pesticidi come un fatto unico è destinato ad essere poco efficace. Si devono mettere al bando tutti i pesticidi. Ovviamente con gradualità e partendo dalle situazioni più sensibili. Ma la prospettiva deve essere la generalizzazione del metodo "biologico" quale standard minimo.


In ogni caso non vi è dubbio che i pesticidi (o fitofarmaci come eufemisticamente si vuole chiamarli) siano nocivi per la salute umana e dell’ambiente: prestigiose Associazioni mediche come la American Medical Association raccomandano la riduzione dell’esposizione ai pesticidi e la ricerca di alternative più salutari. Esiste una letteratura medica molto esaustiva che indica come molti, fra i circa mille principi attivi di pesticidi, siano classificati come cancerogeni della classe 2 a e b della IARC (possibili o probabili cancerogeni), si comportino come interferenti endocrini producendo soprattutto danni al sistema riproduttivo maschile (oligospermia), alterino perfino lo sviluppo cerebrale, provochino il diabete, predisposizioni allergiche, malformazioni fetali etc. (dott. Cappelletti)




mercoledì 10 ottobre 2012

COLTIVARE "VEGAN"

In questo ottobre ricco di eventi.. mostre.. fiere.. esposizioni ci capita molto spesso di incontrare persone ..di rispondere a domende e questioni che ci fanno guardare al nostro coltivare.. al nostro rapporto con la terra e la natura da punti di osservazione diversi... 

"è da un po' di tempo che seguo le vostre attività e mi sono chiesta spesso se vi sia un modo, un metodo di coltivazione "vegano", che esclude l' utilizzo della sofferenza animale ... !

Innanzitutto grazie per la domanda e per averci fatto riflettere su questa questione. Abbiamo deciso di proporla pubblicamente al fine di stimolare un dibattito.. coinvolgendo anche altri in questa proposta
In realtà, già la scorsa primavera abbiamo ragionato si questa questione e abbiamo scelto di sperimentare una metodologia di coltivazione, di auto produzione che escludesse ogni prodotto di "derivazione animale" o che fosse pregno di "sofferenza animale" (come ama dire un ragazzo del nostro gruppo). La cosa più difficile non è stato tanto quella di trovare tecniche adatte a cio' ma di conoscere la reale composizione di molti prodotti "biologici" o "biodinamici" in commercio Troppo spesso "dietro" a un prodotto si celano lavorazioni e componenti che ignoriamo completamente e che spesso ci fanno mettere in discussione prodotti tecnicamente molto validi ma con alcune ombre (es brevetti su piante antiche e presenza di carnicciato-scolo di macelli- nell' olio di neem, ipotesi di residui in stallatici ecc..)
Ovviamente la natura ci offre una vasta gamma di validissime alternative a questo "prodotti commerciali" e quindi non è stato difficile sostituirli


Per quel che riguarda la concimazione abbiamo escluso ogni tipo di letame, pollina e ovviamente gli stallatici anche se bio. 
Abbiamo usato invece i cosidetti "letti caldi" o i "cumuli (di cui abbiamo già parlato in un precedente post) Colonne di terra (a cui abbiamo mescolato compost auto prodotto) avvolte da strati di foglie secche, fieni e erba appena appassita In queste "colonne di terra" abbiamo piantato piantine auto prodotte con sementi antiche e non usando ibridi Pacciamate con foglie secche (da esludere quelle di noce e castagno)
Non abbiamo usato nè cornunghia nè fantomatici concimi naturali 
Molto meglio auto produrre  sia concimi che fungicidi e anti parassitari Per apportare sostanza organica usiamo i sovesci  
Molto usato il macerato di ortica (non acquistato ma fatto) Quello di 24ore lo usiamo come anti afidi, quello di 3 giorni per concimare le nostre verdure (attenzione a non usare sui cavoli dato che attiva la cavolaia) Ottimo anche il macerato di pomodoro (anti afidi) quello di equiseto (fungicida e concime) di assenzio (fungicida e repellente) aglio e peperoncino

Abbiamo scelto di ispirarti all'agricoltura sinergica costruendo letti caldi e cumuli ad andamento sinuoso. Consociando il più possibile piante di varietà diverse e usando molto i fiori (ottimi per attirare insetti utile e impollinatori)  

Nel nostro orto non mancano "nidi per insetti".. hanno un ruolo importante le siepi, gli alberi da frutto.. è indispensabile la rotazione e la giusta consociazione Ma anche il "vivere" l'orto, il visitarlo con animo adeguato e viverlo come un luogo importante in cui vive la biodiversità e l'armonia E non certo un pezzo di terra da "sfruttare" e "far fruttare" 
Prioritario per noi l'aumentare la fertilità di quel terreno e il numero di insetti e creature che lo popolano Ci rendiamo conto che è più facile acquistare una polverina da spargere su piante e ortaggi pensando dia ver risolto i "problemi" che cercare le erbe, fare decotti o macerati.. gironzolando per l'orto scrutando eventuali problemi.. ma, come spesso si suol dire.. ciò che è apparentemente facile non è quasi mai meglio

Siamo a disposizione per dare informazioni su questa nostra esperienza che ci ha dato non solo ottimi frutti ma anche molta soddisfazione Auspichiamo uno scambio di esperienze e consocenze al riguardo

giovedì 4 ottobre 2012

VANDANA SHIVA CHIAMA.. il Gruppo COLTIVARE CONDIVIDENDO RISPONDE...

Nell'ambito delle iniziative inerenti il "liberos cambio di sementi antiche e di conoscenze ad esse legate".. vi aspettiamo DOMENICA 7 OTTOBRE A MOGLIANO VENETO (TV)
ore 11.. l'inaugurazione di "SpazioSeMenti"
ore 11.30-11.45 arriveranno le donne di Se Non Ora Quando? di Mogliano, per letture ad alta voce sul tema dei semi
ore 14.30inizia la "chiacchierata" come da locandina

.. DOMENICA NON POTREMO CERTO FARE A MNEO DI RISPONDERE ALL'APPELLO DI VANDANA SHIVA.. DICHIARANDO QUELLA ZONA.. 
"ZONA DEI SEMI LIBERI"

VANDANA SHIVA CHIAMA.. COLTIVARE CONDIVIDENDO RISPONDE

Vandana Shiva è una delle scienziate più conosciute al mondo. Attivista politica e ambientalista, ha vinto il premio Nobel alternativo per la pace nel 1993
Molto impegnata sulla questione agricoltura sostenibile e biodiversità, ha recentemente lanciato un appello in difesa della “libera circolazione delle sementi”.
Dal 2 al 16 ottobre ci saranno decine di migliaia di iniziative di “disobbedienza civile per proteggere i nostri semi tradizionali”

Un appello al quale il gruppo coltivare condividendo ha subito risposto, coinvolgendo altre realtà bellunesi (l 'associazione Dolomiti bio, i ragazzi della Skasera e alcuni GAS)
Un azione globale per ribadire con forza il nostro NO a ogni forma di brevetto e di controllo sulle sementi, di divieto alla riproduzione, allo scambio e alla semina di sementi antiche e locali.
Siamo molto preoccupati dal fatto che il 75% del mercato delle sementi è in mano a sei multinazionali (le stesse che controllano anche il mercato dei pesticidi) e che è sempre più forte la pressione delle lobbies per imporre la coltivazione degli OGM anche in Italia. Ma non ci fa piacere constatare che anche in ambiti ristretti come la nostra Valle vi è il tentativo di qualcuno di suggerire divieti di coltivazione o di voler gestire le sementi impedendone di fatto la libera riproduzione e circolazione

Siamo convinti che le sementi debbano essere e restare libere soprattutto in una zona così ricca di biodiversità coltivata come lo è la provincia di Belluno. 35 varietà di fagioli tipici e locali (tutti con la stessa importanza e dignità), decina di mais e poi farro, orzo, insalata, cavoli e molte altre tipicità Sopravvissute grazie all'impegno e alla capacità di generazioni di contadini

Noi diciamo un grazie immenso a costoro e siamo orgogliosi di poter continuare nella loro opera di conservazione e riproduzione (un progetto a cui possono partecipare tutti ovviamente gratuitamente) A ciò uniamo una serie di azioni tese a diffondere conoscenze e saperi inerenti il come si coltiva in modo sostenibile e sano.. come si riproduce una semente..come si conserva.. come si fa “rete” sul territorio.

Facciamo pertanto nostro l'appello di Vandana Shiva e di altre migliaia di persona di dichiarare i nostri campi, i nostri orti, i nostri giardini, le nostre aziende..
ZONE DEI SEMI LIBERI”..
Oltre a portare la mostra delle sementi antiche bellunesi a Mogliano per un iniziativa a livello regionale (domenica 7 ottobre) ci prepariamo ad organizzare un appuntamento provinciale a Feltre .. Siamo inoltre a disposizione di chiunque voglia organizzare momenti di riflessione e scambio di “libere sementi antiche” (offrendo semi ma anche materiale o testimonianze)

Crediamo che il presente e il futuro di questa nostra Terra sia indissolubilmente legato al suo enorme patrimonio di biodiversità (che è anche tipicità di produzioni, di offerta enogastonomica..è turismo sostenibile), al coltivarlo in modo sano(senza chimica di sintesi) e sostenibile Il tutto legato a un costruire condiviso e partecipato

lunedì 1 ottobre 2012

INCONTRO CON L ASSESSORE MANZATO

Oggi abbiamo partecipato a un incontro organizzato dalla scuola agraria di Feltre con l' assessore all'agricoltura della Regione Veneto Manzato sulla questione "fagioli"
fagiolo bianchet che ha resistino bene alla virosi

Abbiamo più volte ribadito l'importanza della biodiversità coltivata, dell' auto produzione, della partecipazione e dell'informazione. 
Di seguito un video sulla giornata realizzato dallemittente antenna 3 e il documento che abbiamo consegnato

PER VEDERE IL SERVIZIO TELEVISIVO CLICCARE QUI

(ovviamente quando ricordiamo la "buona pratica agricola di selezionare la semente solo da piante sane ci rivolgiamo a chi rischia di non fare cio' e non certo a chi.. facente parte di associazione, consorzio ecc.. è seguito da tecnici ed esperti) 
 
Il Gruppo Coltivare Condividendo è un gruppo informale molto eterogeneo che, ha a cuore la tutela del territorio, della biodiversità, del paesaggio, della salubrità.. Un agire condiviso e partecipato teso a costruire consapevolezza.. a diffondere conoscenze e saperi.. a intrecciare RELAZIONI
Da qualche anno a questa parte abbiamo girato moltissimi comuni, paese, fiere, sagre e, grazie al coinvolgimento di contadini, appassionati, auto produttori, ricercatori.. costruito la “mostra delle sementi antiche bellunesi” .. oltre trenta verità di fagiolo censite, ma anche mais, cereali, insalate, zucche, piselli e molto altro Sementi che pero' non restano chiuse in un vasetto ma vivono grazie al progetto “museo diffuso” che prevede la donazione di qualche seme a chi se ne vuole prendere cura Riproducendolo seguendo tecniche di coltivazione biologiche, le buone pratiche agricole e l'obbligo di compilare delle schede utili a raccogliere dati, informazioni, dati scientifici

in questo 2012.. da quando ci siamo accorti delle difficoltà che trovavano le nostre coltivazioni di fagioli abbiamo consultato alcuni tecnici (in collaborazione con l'associazione Dolomiti bio e i ragazzi della Skasera), appurato che con ogni probabilità c'era un forte attacco di virosi del fagiolo abbiamo subito provveduto a informare i cittadini (con volantini, mail, appelli..) ricordando l'importanza della corretta selezione della semente
Consapevoli che la stragrande maggioranza dei coltivatori non sono legati né a consorzi né ad associazioni di categoria, a tecnici.. abbiamo provveduto a ricordare a tutti una “buona pratica agricola” cioè che è: indispensabile raccogliere le sementi solo da piante sane e non da piante infette Un iniziativa auto finanziata che ha avuto un ottimo riscontro

per domani... uno dei punti fermi del nostro agire è la partecipazione.. il costruire progetti condivisi dal basso. Per questo motivo ci siamo già attivati pensando al “domani dei nostri fagioli”
Oltre ad elaborare e a mettere a disposizione di tutti i dati relativi alle quasi 200 schede distribuite nell' ambito del progetto “museo diffuso” (che ci stanno dicendo che ci sono due varietà di fagioli che non sono state colpite da virosi, che le coltivazioni consociate col mais o isolate han dato risultati migliori, che le semina differenziate e le consociazioni sono un'ottima strategia)..

.. abbiamo già avviato un progetto (auto gestito e auto finanziato..ma comunque aperto a tutti) di SELEZIONE PARTECIPATA delle sementi. La settimana scorsa, nell'ambito della conferenza mondiale della decrescita (dove eravamo tra i relatori) siamo riusciti a coinvolgere nel progetto il noto prof Salvatore Ceccarelli che si è detto felice di seguire il progetto. Avviate inoltre sperimentazioni omeo-biodinamiche e con oli essenziali

Riteniamo vitale che ogni azione a “favore dei fagioli” sia il più possibile partecipata e non sia, come spesso accade un “affare di e tra tecnici” con informazioni che restano chiuse in un cassetto o limitate ai soliti noti... che decisioni e strategie non siano calate dall'alto.
O peggio ancora progetti finalizzati solo a ottenere finanziamenti e contributi ma slegato dalle vere esigenze del territorio e di chi coltiva.

Noi non accettiamo né accetteremo un agire di questi tipo, né alcuna limitazione alla coltivazioni di varietà “meno note” e non legate a consorzi di tutela o associazioni
Come detto, ci stiamo già muovendo in una direzione ben precisa di partecipazione, informazione, formazione e massima trasparenza.. a costo zero per la comunità