martedì 31 dicembre 2013

per un 2014 "biodiverso"


TANTI CARI AUGURI PER UN 2014..

all'insegna del costruire assieme, dell'auto produrre, del condividere..
.. di un coltivare sano e sostenibile, tutelando e diffondendo la biodiversità, avendo a cuore il paesaggio, la salubrità, la nostra Terra..
Un 2014 in cui ci sia una crescente consapevolezza della pericolosità e della devastazione provocata da OGM, pesticidi, diserbanti e da una “agricoltura” finalizzata solo al massimo profitto e alla massima resa incurante della fertilità del suolo e della contaminazione del cibo prodotto, della salute e dell'ambiente.

Un 2014 in cui, come gruppo coltivare condividendo porteremo avanti una serie di progetti e iniziative finalizzate al recupero, alla catalogazione, alla conservazione, riproduzione e donazione di varietà locali riproducibili. Speriamo che siano sempre di più le persone che vorranno prendersi cura di un seme, che vorranno diventare dei “custodi della biodiversità”.
Da parte nostra siamo disponibili e felici di parlare della nostra esperienza sia per quel che concerne il recupero delle sementi che il come coltivarle in modo sano e sostenibile. Ma anche a donare alcune sementi per iniziare assieme questo percorso (ovviamente sia gli incontri che le sementi sono a titolo gratuito)

Ma siamo anche certi che ci aspetta un 2014 di “rivendicazioni e di lotte”
Si preannunciano alcune questioni davvero molto calde
A iniziare da quella legata alla “libertà dei semi”. Ci giungono sempre più frequentemente notizie di proposte di leggi e normative europee tese a limitare l'auto riproduzione delle sementi e la loro commercializzazione e perfino lo scambio.
Le grosse multinazionali sementiere (che già detengono la stragrande maggioranza del mercato dei semi) stanno facendo grosse pressioni sulla Commissione Europea per far metter fuori legge le sementi locali, antiche, tradizionali.. le nostre sementi
Ovviamente noi non accetteremmo passivamente tutto cio', anzi.. disobbediremo con forma a ogni limitazione alla libertà di auto produzione e scambio della nostre sementi

Sempre dalla CE, ma anche da Governo e Regioni, notiamo una, seppur celata, volontà a spalancare le porte alle famigerate sementi OGM. Un serio rischio per la nostra biodiversità e salute a cui ci opporremo con tutte le nostre forze (a tale proposito a breve daremo notizie del nascente coordinamento per la biodiversità e contro gli ogm a cui partecipiamo)

Ma ci aspettano molti altri progetti da costruire assieme a chiunque è sensibile a questioni legate al coltivare sano e sostenibile. Chiederemo a Sindaci ed Amministratori di adottare regolamenti di polizia rurale che impediscano la deriva dei pesticidi tossici e nocivi di vigneti e meleti, ma anche l' uso indiscriminato e folle di diserbanti.
Sarà utile affrontare anche la questione del “produrre locale”dato che riteniamo vitale non solo dove si coltiva ma anche e soprattutto come si coltiva

Quindi un anno sicuramente intenso da coltivare assieme!!

mercoledì 18 dicembre 2013

Coltivare e condividere. La silenziosa rivoluzione delle sementi

Anche quest'anno migliaia di persone hanno affollato e reso davvero bella la giornata dedicata alla biodiversità, allo scambio sementi, alle auto produzioni.. al coltivare sano e sostenibile. Il successo di CHIAMATA A RACCOLTO ha reso visibile il grande interesse che c'è per questo modo di avvicinarsi alla Terra
Un fare rispettoso che ripudia la chimica di sintesi, che ha a cuore biodiversità e fertilità del suolo e non pensa solo al "massimo profitto e alla massima resa" come vorrebbe la politica agricola comunitaria e certi "imprendotori agricoli" che vogliono "sfruttare la terra"
Prima di guardare a un 2014 che ci richiederà un forte impegno e mobilitazione per dire NO agli OGM (coltivati e somministrati) e per difendere la libertà di auto prodursi le sementi (contro ogni forma di brevetto e controllo dei semi)..
il"rifiuto non riciclabili prodotto
guardiamo ancora una volta alla riuscitissima giornata del 24 novembre a Felte(BL).. proponendo un breve video..qualche foto e uno scritto davvero molto bello e chiaro di Maria Fiano (pubblicato su Ecomagazine) e a noi dedicato
Ricordiamo che durante CHIAMATA A RACCOLTO (iniziativa totalmente auto finanziata dal gruppo coltivare condividendo) è stato prodott solo un sacchetto di rifiuto secco nn reciclabile (nonostante le migliaia di persone presenti) e proposti assaggi vegetariani/vegani e non alcoolici 





Coltivare e condividere. La silenziosa rivoluzione delle sementi

di Maria Fiano – Da più di 50 anni l’industria delle sementi ha elaborato semi altamente produttivi e compatibili con le più moderne tecniche di meccanizzazione: semi standardizzati “uniformi e stabili” come precisa la Comunità Europea nelle sue norme per regolamentare la registrazione delle varietà e la loro vendita. Attualmente circa il 75% di questi “ibridi” e “super ibridi” appartengono a 5 multinazionali che ne gestiscono la vendita.
Queste varietà infatti sono concepite per essere acquistate e seminate. E poi riacquistate. Anno dopo anno si impoveriscono, quando non sono addirittura sterili, e quindi non possono essere ri-seminate.

 Le sementi antiche. Lontane dalla logica della massima resa e del massimo profitto che accompagna le sementi brevettate e conformi ai criteri DUS (distinte, uniformi e stabili), le cosiddette varietà “antiche”, al contrario, possono rigenerarsi nel tempo ed essere ricoltivate. Vengono da molto lontano, cercate e recuperate da contadini sapienti e da associazioni e gruppi informali, queste varietà sono state tramandate di generazione in generazione assieme al loro patrimonio genetico e di conoscenze legate al terreno e alle sue pratiche di coltivazione.
Il recupero di queste varietà, sottolinea il gruppo feltrino ColtivarCondividendo, non ha nulla a che fare con un rapporto nostalgico con la terra, al contrario: recuperare queste sementi, scambiarle ed imparare ad autoprodurle significa, di fatto, tutelare il patrimonio di biodiversità di un territorio. In quel termine «antico» sta infatti tutta la forza della conoscenza contadina: dal rispetto e dalla tutela del territorio (ad esempio escludendo la chimica di sintesi nella coltivazione, ripristinando la fertilità della terra…) alla qualità dei prodotti coltivati, e tutta la forza dell’adattabilità di queste sementi a terreni e climi diversi.

Il nodo. L’agricoltura di oggi (quella che definiamo “convenzionale”) è di fatto un settore industriale in termini di dipendenza alla chimica di sintesi e al petrolio. Le sementi standardizzate, elaborate in laboratorio, sono concepite per essere altamente produttive e adattate ai metodi e ai tempi dell’agricoltura meccanizzata: così le piante maturano tutte nello stesso momento per essere raccolte in tempi stabiliti, inoltre, per facilitarne la raccolta e la vendita, i frutti di queste varietà sono molti simili per dimensioni e qualità. Altamente produttive, queste sementi hanno però maggior bisogno di prodotti legati alla chimica di sintesi: fertilizzanti, pesticidi, erbicidi vengono così ogni anno acquistati in una sorta di pacchetto completo, assieme alle sementi.
In gioco ci sono quindi: fertilità del terreno (e quindi allarme idrico, ad esempio, improduttività…) e qualità di quello che mangiamo. Riportiamo solo alcuni dati: 12 stati europei, tra cui l’Italia, presentano aree consistenti soggette al degrado del suolo, cioè alla sua progressiva desertificazione che nulla ha a che vedere con l’avanzata del deserto ma si riferisce proprio alla perdita di capacità della terra di far crescere colture.  La qualità del cibo che mangiamo sta peggiorando, ad esempio il valore proteico del grano di oggi è diminuito del 15%, rispetto a quello che mangiavano i nostri nonni.

La rivoluzione silenziosa. Un lungo e appassionato lavoro di ricerca sta accompagnando il recupero, la conservazione e la diffusione di varietà di semi destinate alla scomparsa, non registrabili e quindi non commerciabili, e dichiarate “illegali”. Nel territorio feltrino, dove si è organizzato il gruppo di ColtivarCondividendo, sono state recuperate oltre 40 varietà di fagioli: coltivate, riprodotte e scambiate da questi contadini trasformati in custodi sapienti e consapevoli della biodiversità.
Scambiarsi sementi e conoscenze, incontrarsi e fare rete, quindi, per confrontarsi su tecniche di coltivazione nel’impegno condiviso di lottare per una maggiore sicurezza alimentare e per una maggiore tutela del territorio. La “Chiamata a raccolto” promossa da ColtivarCondividendo si attesta come il più importante incontro a livello nazionale di scambio di semi che vede, ogni anno, partecipazione di migliaia di persona da diverse parti di Italia e non solo. Una rivoluzione silenziosa, quindi, che si gioca attorno ai semi in quanto incarnano la diversità biologica e culturale di un territorio, e in quanto, nella possibilità e potenzialità del loro scambio, rappresentano non solo il nostro passato ma la possibilità concreta della produzione futura.

lunedì 2 dicembre 2013

FERMIAMO L'INVASIONE DEGLI OGM

Con vero piacere vi informo di una iniziativa che
stiamo costruendo assieme ad altre realtà, gruppi, associazioni, singolarità.. spero la condividerete e paretecieprete (in qualsiasi modo riterrete idoneo) questo percorso anti OGM

Alla luce..
..delle semine di mais OGM Monsanto Mon810 avvenuto in Friuli lo scorso anno e alla minaccia di effettuarne altre anche in Veneto nella primavera 2014. 
Ricordiamo che il Corpo Forestale dello Stato ha dichiarato, dopo attente analisi che il Mais OGM Mon810 contamina gli altri mais
 (ecco uno stralcio di articolo pubblicato recentemente e linkato di seguito)..I risultati dell'attività di campionamento eseguita dal Corpo forestale su terreni limitrofi ai campi seminati con mais Mon810, in Friuli Venezia Giulia, allo scopo di verificare eventuali contaminazioni ambientali a carico dei terreni coltivati con mais tradizionale, hanno dimostrato in effetti un 'inquinamento genetico' del mais transgenico che arriva anche fino al 10%''. Lo ha detto il Capo del Corpo forestale Cesare Patrone, in un'audizione alla Commissione agricoltura della Camera.. clicca qui per leggere articolo correlato

..alla luce..
.. della forte pressione delle Muntinazionali per far autorizzare dalla Comunità Europea le loro sementi OGM (e contemporaneamente a far dichiarare "illegali" le sementi riproducibili e tradizionali) 
..alla, paventata da molti, forte pressione delle Multinazionali e per non far pubblicare ricerche e dati che denunciano la pericolosità e dannosità degli OGM..

..alla luce della quasi totale disinformazione che esiste in materia.. e di come troppo spesso molti non siano consapevoli di inquinare la propria vita con mais e soia OGM (magari dato, sottoforma di becchine a polli e galline "nostrane" allevate in casa) 
  

crediamo sia indispensabile, ora più che mai. MOBILITARCI!!

..e dar vita a una azione di informazione e denuncia dell'imminente minaccia che grava su salute., ambiente e biodiversità..


FERMIAMO L'INVASIONE DANNOSA DEGLI OGM

IN VENETO..IN ITALIA..IN EUROPA



Per costruire questo percorso condiviso e partecipato di denuncia, informazione e azioni concrete abbiamo deciso di trovarci

GIOVEDÌ 12 DICEMBRE dalle ore 20

presso Radio Gamma 5

via Antoniana 66 a Campodarsego (PD)
 
Incontro aperto a tutte e tutti, gruppi, associazioni, singoli cittadini per costruire assieme materiale informativo, e pensare a campagne di boicottaggi di aziende e filiere NON OGM FREE
Ma anche a evidenziare e promuovere realtà locali, sostenibili e sane esenti da ogni forma di contaminazione OGM



Vi aspettiamo!!!!



ps se impossibilitati a partecipare ma desiderosi di condividere, aderire e costruire questo percorso anti OGM, contattateci che vi terremo informati su prossimi appuntamenti e iniziative


Radio Gamma 5

AltraAgricoltura

Civiltà Contadina

Gruppo Coltivare Condividendo
AIAB Veneto